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Parrocchia del Sacro Cuore - Trapani
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La parrocchia
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Un po' di Storia

Tutto ha avuto inizio circa 100 anni fa.
Dovete sapere che in via dei Mille (di fianco all'odierna entrata dell'ex-convento dei Servi di Maria, praticamente la saracinesca del garage) esisteva una chiesetta dedicata al Sacro Cuore di Gesù, in cui la Domenica celebrava la S. Messa il Canonico Paolo De Vincenzi
A quei tempi Trapani non era come oggi: oltre la Villa Margherita non c'erano che delle case sparse ed alcune traverse, l'asilo Charitas, lo stabilimento d'Alì e Bordonaro (di vini Marsala, odierno Istituto Salesiano), andando verso la Madonna. Il Canonico Giuseppe Zichichi nato nel 1859 a Trapani e morto nel 1927, devoto al Sacro Cuore di Gesù, voleva erigerGli un tempio con annessi un ricovero per sacerdoti invalidi e uno per gli orfani di guerra. Avendone parlato col signor Giuseppe De Stefani, nonno del dottor Nicasio Triolo (medico missionario nel Camerum, morto di recente e fulgido esempio di dedizione verso il prossimo), questi decise di donare tutto l'isolato dov'era la chiesetta per poter realizzare il sogno del Canonico, quindi stiamo parlando del perimetro compreso tra le vie: dei Mille, Giovan Battista Fardella, Nicolò Fabbrizi e Livio Bassi. Per poter realizzare il suo progetto il Canonico Zichichi si faceva mandare delle offerte dai trapanesi emigrati nelle Americhe, mandando loro il disegno del progetto della chiesa.
Il progettista fu l'ingegnere La Grassa e la responsabilità dei lavori fu affidata all'ingegnere La Via. La posa della prima pietra avvenne il 23 Settembre 1923. però alla morte del Canonico i lavori passarono al Canonico Saverio Solina, nipote dello Zichichi, il quale portò al fallimento l'impresa iniziata dallo zio. E tutto passò nelle mani dell'avvocato D'Antoni, nominato curatore dal Tribunale.
Di conseguenza, si cominciò a vendere all'asta i terreni adiacenti alla costruendo chiesa per poter far fronte ai debiti; rimase soltanto la planimetria della chiesa. La chiesa fu coperta alla meno peggio. La chiesa del Sacro Cuore fu eletta parrocchia nel 1932 poiché era sotto la giurisdizione della Cattedrale e furono e furono nominati reggenti i Canonici Saverio Solina e Gioacchino Bertolini. L'8 Dicembre 1933 fu nominato primo parroco il Canonico Matteo Santoro, il quale si interessò subito all'ampliamento e al miglioramento della chiesa. Con le offerte dei fedeli fu fatto prima il pavimento, poi, fu intonacato il presbiterio. Il parroco, a proprie spese, fece costruire la balaustra dell'altare maggiore e con le offerte furono intonacata le cappelle laterali che erano: a sinistra del presbiterio cappella del SS. Sacramento (che poi con l'avvento dei Servi di Maria diventò cappella dell'Addolorata) e a destra del presbiterio la cappella della Madonna di Trapani, la cui statua fu donata dai baroni Ripa (statua risalente al 1837); a fianco di detta cappella vi era la sagrestia. Nella navata laterale sinistra della chiesa, guardando all'altare, vi erano le cappelle di: san Francesco d'Assisi (la statua del santo fu donata dalla signora Ada Bruni vedova Panessa, governante dei baroni Ripa), dell'Immacolata, sant'Anna, sant'Antonio di Padova e l'Ecce Homo. N.B.: le statue dell'Immacolata, sant'Anna e dell'Ecce Homo provengono dall'antica chiesetta. A destra, guardando sempre dall'altare, vi erano le cappelle: del Crocifisso (il simulacro proviene dall'antica chiesa della Luce, distrutta nell'ultimo conflitto mondiale), di san Giuseppe, san Gioacchino, san Francesco di Paola, e nell'ultima cappella della navata vi era il plastico della planimetria della chiesa. Entrando in chiesa si trovava l'acquasantiera a forma di conchiglia collocata sulla prima colonna della navata centrale (tale acquasantiera proveniva dalla chiesa di san Giuseppe sita in largo San Giacomo dietro il cinema Ariston, distrutta nell'ultimo conflitto mondiale). Entrando sulla destra vi era il Fonte battesimale.
Sull'altare maggiore era stata collocata la statua del Sacro Cuore acquistata nel '32, tuttora esistente. In parrocchia era fiorente l'associazione di Azione Cattolica e dell'Apostolato della Preghiera, che curavano la processione del simulacro.
Alla morte del parroco Santoro, il 30 Marzo 1945, fu nominato reggente P. Alberto Catalano fino al 25 Novembre 1945, giorno in cui la chiesa parrocchiale fu affidata ai religiosi Servi di Maria.

Essendo finita da poco la seconda Guerra Mondiale, si era in un clima di ricostruzione, per cui la città era un cantiere e la chiesa parrocchiale offriva ai giovani una ragione per riunirsi sia per pregare che per distrarsi; così nella nostra chiesa parrocchiale muoveva i primi passi la pallacanestro che poi fu fatta propria da altre associazioni giovanili del trapanese. In quel periodo era Vescovo di Trapani S. E. Mons. Ricca il quale avendo sentito tessere le lodi dei PP. Servi di Maria da una famiglia trapanese, decise di affidare loro la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. I Servi di Maria si insediarono il 25 Novembre 1945.
Bisogna premettere che i Padri Servi di Maria erano già stati a Trapani alcuni secoli prima presso la chiesa dell'Addolorata sita in Corso Vittorio Emanuele. L'Ordine dei Servi di Maria ha avuto origine per espressa volontà della Vergine Addolorata apparsa nel 1233 a sette uomini, ricchi mercanti fiorentini.
I Padri che vennero a Trapani provenivano dal convento di Napoli ma erano originari di Siracusa, terra prolifica per i Servi di Maria. Si chiamavano: P. Valentino Maria Garfì, P. Francesco Maria Caracciolo, P. Angelo Maria Pantano. Uno degli aspetti dell'Ordine dei Servi di Maria è quello di fare seguire il nome preso con i voti dal nome di "Maria". Il 17 Febbraio 1946, ricorrendo la Festa dei Sette Santi Fondatori, che viene celebrata come Solennità da parte dell'Ordine, venne costituito il Terz'Ordine Secolare dei Servi di Maria (O.S.S.M.) con la cerimonia della "Vestizione" che comprendeva la consegna della Regola dell'Ordine, della "Corona dei Sette Dolori di Maria" e dello "Scapolare" con l'immagine dell'Addolorata.
Il Terz'Ordine era seguito da un Padre spirituale; il primo fu P. Valentino Maria Garfì e la prima Priora fu Dina Guarnotta. I Padri curavano la devozione all'Addolorata con la recita della sua corona ogni sera e ogni Venerdì con la pratica del pio esercizio della "Via Matris" (queste pie pratiche avvenivano la sera perché prima del Concilio Vaticano II non vi era la S. Messa serale): il Venerdì Santo si faceva in parrocchia l' « Ora di Maria Desolata» predicata da un reverendo Padre. L'altare maggiore veniva addobbato come una montagna sovrastata dalla Croce e ai cui piedi si poneva la statua dell'Addolorata.
Con la venuta dei Servi di Maria in Parrocchia vennero effettuate alcune modifiche all'interno della chiesa: la sagrestia, che si trovava di fianco all'altare della Madonna di Trapani, fu spostata di fianco alla cappella del SS.mo Sacramento e quest'ultima fu fatta divenire cappella dell'Addolorata. Il SS.mo Sacramento venne posto nel Tabernacolo dell'altare maggiore.
Fu fatto l'altare di marmo, la balaustra e la statua della Pietà (tuttora esistente in parrocchia) il tutto offerto da una devota famiglia. dentro la cappella furono collocati il quadro dei Sette Santi Fondatori e quello di Santa Giuliana Falconieri (fondatrice del Terz'Ordine).

Continua.

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